Film RECENSIONI

Genitori: la purezza dell’empatia

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OsservatoreInquieto

Presentato come fuori concorso al 68° Festival del cinema di Locarno, Genitori, l’ultimo film di Alberto Fasulo, si presenta come un’opera pura e potente, capace fin da subito di impostare una poetica sincera e giungere ad un profondo sentimento di comunità umana attraverso il senso ultimo dell’empatia.
Il film si ambienta quasi totalmente all’interno di vari incontri di un gruppo di auto-mutuo-aiuto i cui membri condividono l’appartenenza a famiglie con figli disabili, l’associazione Vivere Insieme. A partire da questo il regista si inserisce nel gruppo come tramite per i racconti e le testimonianze che vi emergono, ma anche come osservatore silenzioso dei rapporti tra i membri, che tra sostegno, molti incoraggiamenti e qualche scontro, diventano a loro volta tramite di un linguaggio cinematografico fortemente emotivo che ha il pregio di non eccedere nel facile pietismo, consapevole della verità di cui è portatore.

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La comunità che rappresenta il piccolo gruppo è dunque un ente unitario e coeso, in cui la necessità del dialogo, ma anche dell’aiuto, si esprimono al meglio grazie alla vicinanza ad una situazione comune, la disabilità di un figlio o di un fratello, legata indissolubilmente ad un senso di dolore, di costante incapacità di venire incontro alle necessità di una persona amata che, per quanto assente come fisicità nel film, è presente tra le sensazioni evocate dalle testimonianze dei cari e dal loro affetto eterno e imprescindibile.
La disabilità non è un limite totale, una famiglia con un figlio disabile non è una famiglia disabile, ma riesce anzi a diventare segno di un’umanità ormai spesso insperata, esempio del coraggio e della costanza da cui dipende una sempre più fondamentale empatia. Il film di Fasulo è dunque di un’intensità che non può che apparire sincera e, forte della visione umana di cui è portatrice, riesce a concedersi momenti di ironia, l’ironia che non è motivo di mascherare la sofferenza, ma manifestazione della forza di comprenderla.

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L’ambientazione a San vito al Tagliamento (PN) e il senso di vicinanza culturale tra i membri del gruppo rivela chiaramente un forte attaccamento alla comunità locale e al luogo nativo del regista, già espresso attraverso il precedente film Rumore Bianco, dedicato al fiume che attraversa e definisce queste terre. Eppure quello che potrebbe essere visto come un limite geografico sembra che nel cinema di Fasulo, al contrario, diventi motivo di ulteriore avvicinamento tra gli uomini, dipendenti ciascuno da un suo sistema di valori la cui conciliazione si trova essenzialmente nello stesso valore che questi hanno per ciascuno. È per questo che Genitori è un film che non può e non deve rimanere confinato da ciò che proviene, ma cambiare attraverso gli spettatori, e continuare a esprimere la forza travolgente di una voce rotta dal pianto.

 

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Sono nato abbastanza controvoglia in un epoca in cui era troppo tardi per avere poi qualcosa da rimpiangere e in cui era troppo presto per sprofondare bellamente nelle delizie della mediocrità, sono poi cresciuto attraversando fasi per cui mi hanno insegnato inutilmente che dovrei avere un qualche tipo di nostalgia, ma ora sono qui. Ora che probabilmente tutto e già stato detto e fatto, ora ho voglia di provare a mettermi in gioco. Sono essenzialmente cinico, incoerente e pusillanime fino alla nausea, ma sono convinto che la musica sia tutto, e che il cinema qualcosa di più, e se è qualcosa che si può spiegare vorrei provarci assieme a chi ha voglia di ascoltarmi... per il resto niente, il bello di internet è che sembri meno misero di come sei davvero.

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