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Università italiane – miti e leggende da rispettare per laurearsi

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Scritto da UdM

L’università può essere una lotta continua: lezioni all’alba che terminano a tarda sera, esami, dispense, appunti, aule non a norma, bagni gelidi e luridi, aria condizionata e riscaldamento inesistenti, aule studio affollate, sessioni disperate, caffè bruciati, sigarette fumate fino al filtro, coinquilini terribili e altro ancora.

Le tradizioni universitarie da rispettare per laurearsi

Bisogna superare e affrontare numerose difficoltà pur di laurearsi, ma, molte volte, prepararsi adeguatamente per gli esami non basta: bisogna ricercare il famoso colpo di fortuna. Ecco che, entrati in questo campo, si apre un altro mondo. Gli universitari del Belpaese sono, infatti, i più scaramantici in assoluto e ogni città italiana ha le proprie tradizioni da rispettare se ci si vuol laureare. Riti, accorgimenti, tradizioni che vanno osservate rigorosamente onde evitare bocciature o venir condannati a lauree impossibili da raggiungere.

Grazie alle centinaia di testimonianze sulla pagina L’Universitario di Merda, ho potuto raccogliere le molteplici (spero tutte) scaramantiche tradizioni da rispettare nei vari atenei italiani. Se vuoi laurearti, quindi, dai una letta: aiutare la fortuna può sempre far comodo.

Tradizione valida in tutta Italia: la foglia d’alloro.

Se ti capita di assistere ad una seduta di laurea di un amico è d’obbligo strappare una foglia d’alloro dalla corona del festeggiato. Alcune varianti di questa tradizione vedono necessario strappare anche una pallina dorata/bacca rossa se si è sotto tesi. In alcuni atenei bisogna strappare le foglia d’alloro, in altri invece si deve assolutamente aspettare che sia il festeggiato a strapparla e a porgercela; le versioni sono molteplici e contraddittorie, è bene informarsi in anticipo nel proprio ateneo. Inoltre pare che più piccola sia la foglia ricevuta e minore sarà il tempo che separerà il laureando dalla pergamena. Ulteriore regola consiste nel non prendere MAI una foglia d’alloro da una corona di una laurea triennale se si è in magistrale e viceversa.

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Pisa

Agli universitari UniPi è vietato salire sulla celebre torre prima della laurea. In caso contrario la leggenda vuole che non ci si riesca a laureare. È anche vietato, se non si vuole entrare irrimediabilmente nella categoria dei fuori corso, fare il giro intorno ad essa. Per gli studenti della Normale che tengono alla pergamena è invece rigorosamente vietato passar sotto l’arco della biblioteca.
Prima di un esame, se non si vuole venir investiti da sfiga nera, è decisamente sconsigliabile guardare la Chiesa della Spina.

Firenze

La grande mamma del Rinascimento non può essere da meno dalla sua storica rivale, e per i laureandi della città è proibito salire sul campanile di Giotto. Poco male, la meravigliosa cupola del Brunelleschi è, al contrario, libera da ogni forma di divieto.

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Ferrara

Nella prima città moderna le segreterie delle varie facoltà affacciano tutte su un chiostro. Qual è il problema? La leggenda vuole che sia vietato attraversare un chiostro passando attraverso il cortile, è necessario passare sotto il portico. Non è quindi ben chiaro come evitare la sfiga. Inoltre è assolutamente proibito incrociare lo sguardo della statua del Savonarola!

Siena

A Piazza del Campo c’è un archetto, e uno soltanto, sotto il quale è vietato passare se si è degli studenti universitari. Il problema? Tutti gli archetti sono uguali e il famoso archetto maledetto non è riconoscibile. A voi la scelta: affrontare la sorte o evitarli tutti. In caso contrario la leggenda condanna il malcapitato a non finire mai l’università. La stessa pena sarà raggiunta anche se qualche ardito studente osasse salire sulla Torre del Mangia in Piazza del Campo.

Trento

A Trento porta sfortuna entrare in duomo, per ogni laureando che provi ad entrare non è concessa la fatidica corona della gloria eterna!

Napoli

Sede della più antica università statale d’Europa, la Federico II, della più antica università di studi orientalistici del continente, l’Orientale, e di una delle accademie militari più antiche del mondo, la Nunziatella, Napoli vieta rigorosamente ai laureandi della Federico II la visione dal vivo de Il Cristo velato, l’incantevole scultura marmorea di Giuseppe Sanmartino conservata presso il Museo Cappella Sansevero. Se si avrà l’ardore di affrontare la leggenda si verrà puniti con terribile sfortuna per il prossimo esame.

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Pavia

Il cortile interno dell’Università di Pavia è percorribile unicamente seguendo il percorso sotto il portico, tagliare dal centro, metodo di gran lunga più veloce, comporterebbe una valanga di sfortuna. La dea bendata ci girerebbe le spalle anche in un’altra occasione: è infatti vietato guardare la statua della Minerva negli occhi.

Rimini

Per gli studenti di Rimini pare sia vivamente sconsigliato parlare sotto l’Arco d’Augusto, anche in questo caso la pena è la perdita della laurea.

Roma

Anche qui, nella carismatica e caotica capitale, a tutti gli studenti della Sapienza è assolutamente proibito guardare negli occhi la statua della Dea Minerva che si erge imponente e maestosa nel cortile interno della cittadella universitaria. La pena è severa, ricambiare il suo gelido sguardo condanna inevitabilmente il laureando al mancato raggiungimento della fine degli studi. Non è finita: non si deve nemmeno passare sotto le piante rampicanti del viale principale.

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La città gode di un’altra leggenda. Per i laureandi dell’Università di Tor Vergata è vietato attraversare la stella che decora la pavimentazione del cortile interno del campus. È necessario girarci intorno. In caso contrario la sfiga per il prossimo esame è assicurata.

Venezia

Nella magica Serenissima tradizione vuole che la laurea vada a farsi benedire per ogni universitario che passa fra le due colonne di San Marco e San Tòdaro che si trovano appunto in Piazza San Marco. A questa maledizione se ne aggiunge un’altra più blanda: scivolare su un qualunque ponte della città comporterebbe sfiga per il prossimo esame.

Chieti e Pescara

Per gli studenti abruzzesi la regola è tanto semplice quanto perentoria: se ci si tiene alla laurea allora è rigorosamente proibito visitare la casa natale di Gabriele d’Annunzio. In caso contrario sarà tempo di migrare.
Ulteriore regola impone divieto assoluto di sedersi sul “trono”, una scultura presente in ateneo.

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Brescia

Nella città del tondino (non ce la faccio a dirlo senza non ridere), agli studenti universitari è vietato oltrepassare l’arco in Corso Zanardelli, adiacente alle scalinate del Teatro Grande.

Macerata

A Macerata tradizione vuole che non si passi sulla Via di scolo delle scalette, altrimenti, anche in questo caso… niente laurea!

Lecce

Lu Sule, Lu Mare, Lu Ientu, ma a quanto pare no al mosaico!! Per ottenere la laurea è infatti caldamente sconsigliato passare sul mosaico della Lupa in piazza Sant’Oronzo.

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Parma

Anche in questo caso una regola tanto semplice quanto inflessibile: vuoi laurearti? Bene, dimentica di visitare il Battistero di San Giovanni.

Urbino

La lista di luoghi da evitare è lunga: Casa di Raffaello, Museo Albani e, soprattutto, il Palazzo Ducale. La condanna è la medesima: addio alla pergamena di laurea. A tal proposito, per convincere i ragazzi a non voltare le spalle alla cultura, il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi ha pensato di chiedere agli studenti il biglietto del Palazzo Ducale, pena la non accettazione della tesi da parte della commissione.

Messina

Nella vecchia Zancle, se si vuol raggiungere la fine degli studi, è vietato guardare lo spettacolo del campanile del duomo a mezzogiorno.

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Perugia

Tranquilli, potrete continuare ad consolarvi con etti ed etti di cioccolato, ma dovrete prestare ben attenzione al dove. La leggenda universitaria impone un assoluto divieto a entrare e consumare qualunque cosa presso la pasticceria Sandri. In caso contrario… avete presente la laurea? Ecco, ciaone grosso. Tale leggenda si è poi ingigantita: anche solo passar vicino alla più antica e famosa pasticceria della città comporterebbe venir presi di mira dalla sfiga più nera. I proprietari ne saranno molto felici.
Ma non finisce qui: a Perugia è anche vietato camminare nelle corsie di scolo dell’acqua di Corso Vannucci, ovvero la via principale, nonché sede della famigerata pasticceria.

Milano

Anche nella Capitale della Moda le leggende si sprecano. Ai laureandi presso la Cattolica è consigliato, prima di un esame, evitare la scalinata che finisce con due colonne laterali. Per i Bocconiani è altrettanto raccomandato utilizzare solo le porte laterali dell’atrio visto che attraversare lo spazio fra i due leoni che si ergono accanto alla porta centrale comporta una lunga serie di sfortune. Per gli iscritti della Statale le leggende riguardanti l’ingresso dal cortile Filarete si contraddicono: una versione vieta di passare dalla porta di mezzo, l’altra tra le due porte laterali. L’abbonamento a tempo indeterminato alla sfiga pare quindi assicurato. È inoltre vietato saltare la piccola siepe che separa il giardino centrale dal porticato, ai soli dottori è concesso questo lusso.

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Torino

Ai laureandi dell’ex capitale è vietato salire sulla Mole Antonelliana prima della laurea. In caso contrario… la pergamena la vedrete col binocolo.

Bologna

La Dotta è internazionalmente considerata come la città sede della più antica università occidentale, la cui fondazione è stata fissata nel 1088 da una commissione presieduta da Giosuè Carducci. Le leggende sono molteplici: se ci si tiene ad aver fortuna per il prossimo esame è sconsigliato visitare la Torre degli Asinelli ed è ancor più sconsigliato attraversare Piazza Maggiore in diagonale. Eppure sono i laureandi in ingegneria coloro che devono far ancora più attenzione: per loro è decisamente proibito leggere per intero la frase che si trova sul muro all’entrata della facoltà.

Siamo arrivati alla fine, alla città universitaria con le leggende più pittoresche in assoluto.

Padova

Nel 1848 un proiettile austro-ungarico ferì uno studente in rivolta contro la dominazione asburgica. È ancora possibile ammirare il foro del proiettile presso il Caffè Pedrocchi, uno dei luoghi più rappresentativi della città che, per questo motivo, è assolutamente proibito ad ogni studente dell’università patavina prima della laurea. Anche in questo caso, comportandosi diversamente, non si raggiungerà la tanto ambita pergamena. L’unica sala nella quale è permesso entrare per studiare senza consumare nulla è la sala verde, luogo aperto anche a chi è a corto di soldi. Da qui nascerebbe l’espressione Essere al verde. Fra gli altri luoghi proibiti da visitare vi sono la suggestiva Cappella degli Scrovegni e la Basilica di Sant’Antonio da Padova. Entrambe delle gioie per gli occhi e lo spirito.

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Il palazzo del Bo è sede di un’altra leggenda: saltare la catena centrale prima della laurea rimuoverebbe ogni possibilità di successo. Saltarla una volta laureati, al contrario, porterebbe buona fortuna.

Ultima leggenda riguarda la Bilancia nascosta di Piazza dei Signori. L’orologio astronomico, ricostruzione dell’opera del 1344 del maestro Jacopo Dondi, presenta tutti i segni zodiacali tranne uno: la bilancia. L’assenza di tale segno è misteriosa e trova risposta in 2 differenti interpretazioni. La prima vede come risposta il fatto che i segni rappresentati facciano riferimento a quelli dello zodiaco in età pre-romana, nel quale scorpione e bilancia erano uniti in un unico simbolo (infatti ancora oggi i due bracci della bilancia vengono chiamati chela nord e chela sud).
La seconda interpretazione, di stampo più popolare, vede la perdita del 12esimo segno zodiacale dovuta al fatto che il committente non volle pagare al costruttore la cifra precedentemente pattuita. Da questo affronto deriverebbe la rimozione del simbolo della bilancia, sinonimo di giustizia.

A prescindere dall’interpretazione che si preferisce adottare, il simbolo, però, non è stato eliminato completamente dalla piazza. Esso è nascosto e la leggenda vuole che per laurearsi sia necessario riuscire a trovarlo.

 

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L’Universitario di Merda nasce in modo fortemente autoironico nel 2014 con l’obbiettivo di diventare sia Bibbia universitaria sia una raccolta quotidiana di testimonianze reali, specchio di una parte di società che naviga tra l’invisibile e il volutamente ignorato dalla maggior parte dei mass media: gli universitari del Belpaese.

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