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Trilussa (curry carbonara)

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The Good Fella
Scritto da The Good Fella

Trilussa (curry carbonara)

 

Un giorno a l’arba su’a porta mia
me svejò ‘r sono de ‘na sinfonia
du crocchi cronto’ r legno. “Chi bussa?!”
E quell’artro urlanno, “So’ Trilussa!”.

“Maestro! Ma lei nun era morto?”
D’acchitto sto a soride com’un pupo.
“Pischello, der mio tempo nun fa sciupo,
accanna ‘e piagne e damme ascorto.

M’ha detto er Satanasso e me fa strano,
che voj scrive anco ‘n romanesco
perché mo’ nun t’abbasta l’italiano.

Io me n’ esco e te lascio sur divano
fijo mio, co’ st’ urtima parola,
sta’ fresco, che te nun sei romano”.

 

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“E ciò che è scritto bene, e ciò che scritto male... c'è davvero bisogno di chiederlo a Lisia o a qualunque altro oratore o poeta abbia scritto, o scriverà, di politica o d'altro, in metro o in prosa? E ciò che è bene, Fedro, e ciò che non è bene – dobbiamo chiedere ad altri di dirci queste cose?”

Sono tra quelli che, forse per non aver mai avuto una motocicletta, hanno cercato per anni questo pensiero senza accorgersi di averlo dentro da sempre.

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