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Lo stupro

Lo stupro
Emiliano Brazzoli

Lo stupro

 

In strada il silenzio totale.
All’improvviso la scena si apre con dei passi: camminata veloce.
Le luci assenti. Tutto appare come un film espressionista.

Il tacco è rotto. Sono molto ubriaca. Non ho bevuto abbastanza. Cazzo, Il biondino mi guardava. Lo stronzo mi toccava pure. Sfiorava il culo facendo finta di niente. La sentivo. La sua erezione. Le sue labbra sul collo. Il suo fiato. La musica. Ho bisogno di scopare.

Notte. Gambe ricoperte di nailon si fermano.
Occhi azzurri osservano. In lontananza una macchina si avvicina lentamente.

Maledetti stronzi con i fari abbaglianti. Oh cazzo, la mia collana. L’ho dimenticata. Era bigiotteria, perle finte. Non vogliono spegnerli. Vanno piano. Devo arrivare alla sagrestia.

Sistema meglio la gonna e riprende a camminare con fare deciso: la casa è a soli pochi isolati.
Non ci sono più ricordi.

Merda. La sento, si è spenta alle mie spalle. Non è niente, è tutto solo un brutto pensiero. Non devo girarmi.

Si gira.

Si copre la fronte e cerca di guardare oltre quella luce così intensa.

Le portiere si aprono ed escono indicandola.

Avete mai assistito ad uno stupro?
Vi si gela il sangue, siete immobili, e per quanto non vogliate, qualcosa vi penetra, e vi distrugge dall’interno.
Avete mai immaginato uno stupro?
Voi osservate quello che vi dicono e non potete fare a meno che vi capiti.

Inizia qualcosa di velocissimo e irrazionale se non fosse che noi lo possiamo analizzare passo per passo.

Afferrano una gamba. Tirano. Sbatte il naso a terra. Un rivolo di sangue. Gli occhi terrorizzati. Il vestito viene sgualcito.
Inizia a scalciare. Una forza orrenda: combattere o perire.  Le calze di nailon vengono strappate. Uno le si avvicina .

Sono.

Un coltello a serramanico: si apre. La gonna viene tagliata. Le mani, sono a centinaia. Toccano ovunque.
Iniziano a palpare a tratti svestendo. Ad un certo punto è chiaro.

Fottuto.

Destabilizzati.

Non è possibile.

Sono tutti improvvisamente immobili.

Che succede? Io?

Si allontana pochi centimetri all’indietro, ma poi si tocca la testa: capisce.

I-io, non. Mi dicono di stare zitto.

La parrucca bionda è a terra.
Il reggiseno imbottito.
Quei lineamenti androgini.

Rimarrà tra noi, non potete, vi prego. Non dirò niente di quello che è accaduto.

Qualche insulto.
Uno sputo.
Minacce.
L’hanno riconosciuto.

Dio.

La chiesa.

Rimase seduto a bordo di un letto.
Non dormii.
Sapeva, e sanno.
Il giorno dopo la chiesa non fu mai così piena.
Non era certo diventato Pasqua.

Avete mai assistito ad uno stupro?

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Emiliano Brazzoli

Emiliano Brazzoli

Potrei iniziare una lunga e tediosa introduzione che nessuno tanto leggerebbe, quindi voglio essere schietto: questo è solo un altro scrittore (per di più alle prime armi). Tratterò storie con il tema principale del surreale e/o del no sense: sono un tipo realista. In un mondo dove la gente ha come massima aspirazione far figli ogni cosa sembra normale.

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