Libri RECENSIONI

Le Notti Bianche – Fëdor Dostoevskij

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Clarisse McClellan

Le Notti Bianche

Autore: Fëdor Dostoevskij

 

San Pietroburgo è la città della letteratura russa: Nevskij Prospekt offre un ampio mosaico umano, dove non è difficile immaginare un burocrate alla ricerca del proprio naso, un disperato senza cappotto oppure un sognatore che passeggia chiedendosi dove siano finiti tutti, quei tutti che conosce intimamente solo con lo sguardo.
Il sognatore non è una persona, ma un essere di genere neutro la cui vita comincia veramente solo quando è solo nella sua camera con le pareti verdi ammuffite, dove può abbandonarsi alla sua eccitata fantasia, sognando nuove vite e ripensando alle facciate delle case con cui ha intrattenuto chiacchierate o ai distratti passanti che quotidianamente incontra e con cui scambia uno sguardo d’intesa. Ma una sera d’estate la vita del sognatore sarà sconvolta dall’incontro di una passante, la bella Nasten’ka con la quale si abbandona a intime confidenze che solo l’atmosfera notturna può consentire.
Insieme a lei il protagonista conoscerà l’idillio nella vita vera, fatta di emozioni e sentimenti reali, che la stessa notte suggellerà tra i due con un legame indissolubile, ma destinato ad essere scalfito dai raggi del mattino e da un passato non dimenticato.
Un romanzo breve, intriso di poesia, di immagini liriche e delicate anche nelle rappresentazioni più struggenti dei sentimenti dell’animo umano.

 

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Clarisse McClellan

Nel tentativo di esprimere le folgorazioni divine che mi sono abituali, finisco sempre per dire cose incomprensibili, o più spesso cavolate ignorabili.

"Non voleva sapere, per esempio, come una cosa fosse fatta, ma perché la si facesse. Cosa che può essere imbarazzante.
Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all' infelicità permanente"

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