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Sherlock, il telefilm che vi farà sentire intelligenti

SherlocCopertina
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Scritto da iltiponormale

Elementare, Sherlock

Il telefilm che vi farà sentire intelligenti

Era il 1887 quando Sir Arthur Conan Doyle pubblicava per la prima volta Uno studio in rosso, romanzo giallo in cui fece la sua prima apparizione un personaggio destinato a entrare nell’immaginario collettivo:

Sherlock Holmes.Holmes_colour_1904

Più di 100 anni dopo, dopo esser stato sfruttato fino all’osso da praticamente chiunque (riuscendo a conservare barlume e senza mai sfiorire) ecco che Steven Moffat e Mark Gatiss (già sceneggiatori della serie Dr.Who) tirano fuori dal cilindro (con l’aiuto della BBC) una magnifica creatura: Sherlock, una serie Tv che definire “stupefacente” sarebbe riduttivo

Nata nel 2010 e già vincitrice del premio “Serie drammatica dell’anno” BAFTA nel 2011, Sherlock vi racconterà le avventure del detective inglese e del suo fido scudiero, il Dr. John Watson, ispirate ovviamente ai romanzi di Doyle con una modifica che rende tutto più interessante: la serie TV è a noi contemporanea.
Ambientata, infatti, nella Londra dei giorni nostri, la serie trasporta gli elementi dell’opera originale nel nuovo millennio annettendovi con successo tutte le caratteristiche della modernità.
Ecco che, così, il nostro detective potrà avvalersi di telefonini, microscopi e autopsie non perdendo, però, la genialità che lo caratterizza.

YEAH-TECHNOLOGY-BITCHMa cosa rende davvero speciale questo Sherlock Holmes? Cosa lo rende così diverso dalle altre interpretazioni, dagli altri film e dalle altre serie tv?

Innanzitutto la regia, che, con una serie di trucchi provenienti dal fantastico mondo della tecnologia, farà comparire in sovrimpressione i pensieri di Sherlock nei momenti clou degli episodi; lo spettatore sarà catapultato nei complessi ragionamenti del detective e potrà così sentirsi intelligente e scaltro quanto il protagonista, tale stratagemma consente inoltre di ricreare quell’effetto suspance tipico del genere e permette di lasciar intuire anche qualcosa in più, qualcosa che avverrà, pur senza svelare nulla.

Ma non di sola regia vivono le serie Tv e così, a completare l’opera, ci pensano gli attori:

benedict-cumberbatch-eyes1 - CopiaBenedict Cumberbatch:

Prendete lo sherlock holmes di Robert Downey Jr. , sommategli problemi socipatici alla Sheldon Cooper, occhi azzurri in quantità e otterrete lo Sherlock Holmes perfetto.

Basta nominarlo per stimolare orgasmi femminili in tutto il sud dell’Inghilterra, ma non è solo questo: la sua interpretazione è sorprendente, passa dal sociopatico iperattivo incapace di rapportarsi con chiunque al geniale detective. Non è un gran picchiatore, sebbene qualche colpo riesca ad assestarlo anche lui. Un aspetto lo caratterizza sopra tutti gli altri: sembra perennemente disgustato, ma disgustato… da cosa? Dalla mediocrità del genere umano, dall’uomo medio inglese e da tutti coloro che, sostanzialmente, sono meno intelligenti di lui. Tutta questo per poi far sapere allo spettatore che non conosce il sistema solare perché “NON È IMPORTANTE”.

Ecco, io Sherlock Holmes me lo sono sempre immaginato esattamente così.
PS: Da sottolineare che, durante le tre stagioni, non dice nemmeno una volta quell’odiosa espressione trita e ritrita: Elementare, Watson.

Martin Freeman:bilbo

Cazzo, ho sbagliato foto!

tv_martin_freeman_01Ecco, ora ci siamo.

Il fido Dr.Watson, veterano dell’esercito inglese è interpretato da Bilbo Baggins e con l’aiuto dell’Anello…ehm…no, ho sbagliato di nuovo.
Ricominciamo: il fido Dr. Watson, veterano dell’esercito è interpretato da un Martin Freeman senza baffi. Eh sì, non so voi ma io Watson l’ho sempre immaginato con i baffi.

??????????????????????????????????????????(tipo Butch in Django di Trantino)

E invece il buon Martin interpreta un Dr.Watson anormale, più amico di Sherlock che suo fidato collaboratore, un po’ lento di comprendonio e spesso incapace di stare dietro ai ragionamenti del detective, ma con un cuore buono e riflessi sempre pronti a proteggere il culo di Benedict nel momento del bisogno. La figura di aiutante scomparirà con il passare del tempo e, grazie ad una scelta di regia molto più che azzeccata, il Dr. John diventerà sempre più un co-protagonista al pari di Sherlock invece che restare un semplice sottoposto.

Peccato solo per i baffi, a me sarebbero piaciuti.

Nelle tre stagioni viste fino ad ora faranno la comparsa due altri importanti personaggi :

moriartyAndrew Scott:

interpreta il Professor James “Jim” Moriarty, nemesi di Sherlock: tanto geniale quanto folle, vedremo l’antagonista principale della serie più volte superare il detective in una sorta di gara a chi sia più furbo e intelligente. Interpretato magnificamente da Scott, il personaggio è un consulente criminale ossessionato dal detective e dal potere il cui carattere sarebbe da sottoporre a perizia da parte di uno psicologo.

 

Lara Pulver:

Interpreta Irene Adler e per lei basta la foto.

adler - Copia

“NO, NON BASTA!” mi dicono dalla regia.

E allora di lei vi racconto qualcosa in più. Femme fatale segretamente innamorata di Sherlock (e di cui noi tutti siamo segretamente invaghiti) risveglia nel personaggio interpretato da Cumberbatch un lato umano che fino alla sua apparizione lo spettatore non credeva potesse esistere. Sfrontata, manipolatrice, sessualmente promiscua e terribilmente eccitante per noi maschetti. Il ruolo di dominatrice calza a Lara Pulver come un paio di scarpe fatte su misura. Interessantissimo il ruolo che svolge nella seconda stagione.

Una serie di personaggi secondari ricorreranno durante tutti gli episodi dando una mano al detective e aiutandolo quando ce ne sarà il bisogno (l’immancabile Miss. Hudler e il fratello di Holmes, Mycroft, in primis)

La serie mostra uno Sherlock Holmes nuovo, geniale come sempre, ma con un’insicurezza e un’umanità che raramente si erano visti nelle interpretazioni precedenti.
Saranno questi gli aspetti a farvi appassionare al telefilm e che lentamente vi spingeranno ad innamorarvi più del personaggio che delle sue avventure.

Un’ulteriore nota è da farsi sulla colonna sonora: si dice che una colonna sonora sia perfetta quando lo spettatore non si accorge del fatto che ci sia perché sembra una parte naturale dello spettacolo. Beh, in Sherlock la noterete eccome e vi piacerà davvero tanto: spesso composta da musica classica e suonata dal detective stesso.
I brani suonati con il violino daranno alle scene un incredibile dinamismo e faranno da collante tra la voce del doppiatore (o dell’attore, se preferite la versione in lingua originale, che io vi consiglio) e la scena stessa.
Menzione speciale va al “tipo” di episodi, altrettanto innovativi: 3 episodi da 90’ l’uno a stagione, praticamente tre film, un formato che, secondo chi sta scrivendo, è a dir poco fantastico.
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Studente a tempo perso, odio le descrizioni e tutto ciò che c'è da sapere di me lo metto a nudo in ciò che scrivo. Se volete saperne di più non vi resta che leggermi. O contattarmi.

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