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L’infedele – Horns/La vendetta del Diavolo

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Noise
Scritto da Noise

Noise presenta l’angolo dell’infedele.

Sono io, Noise, che consiglia film e libri.

L’infedele nasce dal detto del nuovo millennio “non è fedele al libro”.

Quindi ne L’infedele scriverò solo di film adattati dai libri.

Non vi parlerò di regia o montaggio, ma di come si intersecano queste opere nel mia quotidianità e di come colpiscono in entrambi i modi vengono proposti.

Oggi tocca a Horns tradotto in italiano in: La vendetta del Diavolo.


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Capita che tuo padre sia un grande appassionato di Horror e capita, altresì, che sia anche uno scrittore di fama mondiale. Anzi, si può dire che tuo padre sia il “re” degli scrittori. Forse in inglese la battuta sarebbe venuta meglio, perché il padre in questione è Stephen King.

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La vendetta del diavolo è frutto delle fatiche di Joe Hill, al secolo Joseph Hillstrom King, figlio d’arte che, a differenza di molti, non si discosta dalle orme paterne divenendo un notevole scrittore e fumettista. All’inizio della sua carriera (come si può facilmente intuire) aveva preferito uno pseudonimo, ma la somiglianza sia fisica che stilistica con il padre è innegabile.

Horns parla di Ignatius Ig Perrish che vive per tutta la vita alle spalle del successo paterno (ognuno ci vede ciò che vuole) e di quello del fratello maggiore. Ig non riesce a combinare nulla di buono se non fidanzarsi con una casta e pura ragazza che viene poi stuprata e uccisa selvaggiamente. Ig è l’unico accusato, nonostante sia innocente, ma per mancanze di prove passa un anno di “Purgatorio” in cui non si trova una soluzione né verso la libertà, né verso la prigionia.

Questa credo sia la più grande differenza fra il libro e il film. Nel primo, infatti, la vicenda comincia esattamente un anno dopo la morte della fidanzata, Merrin. Nel film, invece, il tutto inizia immediatamente dopo la morte della ragazza e le accuse al protagonista. Inoltre, tutti gli eventi che durante la narrazione nel libro descrivono il calvario che Ig ha passato nel corso di un intero anno diventano qui solo una serie di sfortunati eventi. Questa differenza permette di dare sì più dinamismo al tutto, ma mette totalmente in secondo piano un punto fondamentale della costruzione del personaggio.

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Una mattina Ig, dopo una nottata passata a bere e a compiere atti blasfemi, si ritrova direttamente all’Inferno, solo che è in Terra. Si guarda allo specchio e in fronte ha un bel paio di corna appena nate.

Sì, esattamente così, una mattina senza alcun motivo apparente (Hill non si preoccupa nemmeno di spiegare perché) Ig si ritrova fra le mani, o meglio in testa, un modo per poter risalire al vero colpevole dell’omicidio per cui lui viene ingiustamente accusato.

Fondamentalmente Hill/King delinea un personaggio non molto coraggioso, con profondi problemi di autostima e un po’ idiota. Infatti, dopo alcuni tentennamenti Ig capisce il vero potere delle corna e lo usa per farsi giustizia, o meglio vendetta, come il titolo italiano ci suggerisce. Il romanzo è ben costruito, in alcuni tratti un po’ ridondante, con molti flashback e cliffhanger che costringono il lettore a restare letteralmente incollato fino all’ultima parola. È uno di quei libri che ti lascia con la bocca amara nel momento in cui si gira l’ultima pagina. La regia, firmata da Alexandre Aja, non perde mai colpi e l’adattamento è sempre vincente nonostante le varie “infedeltà”. Alcuni spunti vengono diluiti in veri momenti drammaturgici e altri vengono condensati e solo nominati lasciando inalterata la valenza della trama (come nel suddetto caso del passaggio temporale).

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Si potrebbe pensare che il tutto si risolva nel fatto che Ig, grazie alle corna, abbia gli stessi poteri del Diavolo. In pratica, tutti quelli che lo incontrano non possono fare a meno di confessargli le proprie paure e i propri peccati o di ubbidire ciecamente a ciò che Ig gli ordina di fare.

In realtà, le corna sono un’arma a doppio taglio e tutto quello che ne viene fuori è un mix di black humor e azioni al cardiopalma in cui non solo l’umanità di Ig, ma la sopravvivenza stessa sono messe in discussione.

Un altro punto di forza del film è, indubbiamente, Daniel Radcliffe (conosciutissimo per il ruolo di Harry Potter) che in ogni modo riesce a togliersi di dosso l’aura di buon maghetto che gli si è appiccicata addosso e, in questo film, fra corna, auto bruciate, maledizioni e, logicamente, peccati ci riesce alla grande.

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Sono Noise, il rumore. Sono il battito del cuore e l'affanno del respiro. Sono il ticchettio che ti tiene sveglio la notte. Sono il ronzio che ti perseguita assieme all'afa estiva. Sono il disturbo di frequenza mentre cerchi la tua stazione radio preferita. Sono i tuoi passi che battono sull'asfalto quando vuoi stare da solo. Il rumore ha un colore e una voce, la mia.
Lasciatevi andare alla brezza del mare, perché il rumore delle onde è forte.
Ho una casa o meglio un club e puoi trovarmi là: noisclab@gmail.com

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