Film RECENSIONI

Il giovane favoloso: la dolce sinfonia del naufragio

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“Il giovane favoloso” di Mario Martone, uscito nelle sale nell’ottobre 2014, è una dedica appassionata al genio di Leopardi, in cui viene raccontata la vita e l’evoluzione artistica del poeta. Presentato alla 71a mostra del cinema di Venezia e inaspettatamente accolto positivamente anche dal pubblico, è un film che, lontano dai biopic quanto dalle interpretazioni scolastiche del personaggio, si rivela capace sia di dipingere per intero la figura di Leopardi, sia, soprattutto, di riportare alla contemporaneità la riflessione su un autore ed un’esistenza unica. Il tutto è reso, con il procedere del film, come un vero e proprio inno alla vita.

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Le limitazioni del fisico, il carattere oppressivo del padre unito al rigido dogmatismo cattolico della madre, la mediocrità dell’ambiente culturale e il senso di solitudine spingono il Leopardi di Martone ad un approccio estremo al vivere umano che, tuttavia, non lo rende un martire, ma un fruitore intimo dell’esistenza, capace di trovare rifugio nell’abbandono e nel sentimento dell’essenza spirituale di questa.
Proprio questo spirito (inteso anche nel senso di “ironia”) che domina Leopardi lo rende estraneo al momento storico dell’Italia ottocentesca e avrebbe reso mediocre e semplificatorio qualsiasi altro approccio cinematografico, incapace di rendere l’eternità di questa figura cui non sono risparmiati, inevitabilmente, riferimenti anche piuttosto espliciti alle discipline orientali (nello stesso anno abbiamo visto la lettura di Pasolini di Ferrara, dichiaratamente buddista, curiosa coincidenza?).

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Le musiche, poi, richiamano perfettamente questa volontà di eludere gli schemi storici, accostando brani dal respiro ottocentesco a sequenze elettroniche delicatissime nella loro potenza, costruite tra crescendo e silenzi che si sposano perfettamente a sequenze di recitazione di passi e poesie leopardiane, dove le immagini si aprono oltre la narrazione, oltre le parole, oltre il film, per volgersi all’infinito e lasciarlo definirsi nello spettatore.

Germano-Leopardi

Grazie a tutto ciò e ad un ottimo cast (tra cui spicca la splendida interpretazione di Elio Germano nei panni del poeta di Recanati) “Il giovane favoloso” è sicuramente una delle pellicole più interessanti della scorsa stagione cinematografica.

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Sono nato abbastanza controvoglia in un epoca in cui era troppo tardi per avere poi qualcosa da rimpiangere e in cui era troppo presto per sprofondare bellamente nelle delizie della mediocrità, sono poi cresciuto attraversando fasi per cui mi hanno insegnato inutilmente che dovrei avere un qualche tipo di nostalgia, ma ora sono qui. Ora che probabilmente tutto e già stato detto e fatto, ora ho voglia di provare a mettermi in gioco. Sono essenzialmente cinico, incoerente e pusillanime fino alla nausea, ma sono convinto che la musica sia tutto, e che il cinema qualcosa di più, e se è qualcosa che si può spiegare vorrei provarci assieme a chi ha voglia di ascoltarmi... per il resto niente, il bello di internet è che sembri meno misero di come sei davvero.

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