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Prede e predatori

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Prede e predatori

Autore: KungFuTzo

 

 

Questo è l’ultimo, lo prometto.

 

I pensieri della giovane erano talmente tremendi che aveva paura che chi era vicino potesse sentirli, camminava per la strada guardandosi attorno sapendo che nessuno sospettava di lei. Il suo aspetto dolce e tenero la proteggeva da ogni sospetto; la grande città avrebbe tremato dalle fondamenta se solo avesse saputo.

La sua vittima stava svoltando l’angolo, stava per cambiare distretto e la ragazza nascose leggermente il distintivo luccicante che avrebbe potuto attirare troppa attenzione. La neve era bianca e candida, il povero ragazzo continuava ad avanzare completamente all’oscuro di quello che lo aspettava, lasciava impronte profonde e fischiettava.

Non era uno sconosciuto questa volta: quell’imbroglioncello le aveva fatto fare la figura da cretina e subito Judy aveva voluto fargliela pagare. Quando avevano parlato, qualche giorno prima, nella sua mente si erano formate immagini di sangue, urla e torture; aveva cercato di resistere, ma, alla fine, aveva deciso di cedere e sfogarsi, un’ultima volta.

Nick, così si chiamava l’ignara creatura che avrebbe visto il vero volto della ragazza, stava semplicemente controllando la zona alla ricerca di un’idea per qualche piccola truffa, qualcosa di veloce per fare un po’ di soldi facili. Era arrivato vicino a uno stabilimento circondato da una rete metallica, ormai era sceso il sole e il buio stava prendendo possesso di tutto; si mise a guardare tutto e ogni tanto si accarezzava la cravatta blu a righe che aveva sopra la camicia verde a maniche corte. Judy aveva notato che era un suo piccolo tic nervoso e sorrise maliziosa decisa ad entrare in azione. Si guardò alle spalle e vide che non c’era assolutamente nessuno.

«Nick, cosa ci fai qui? Stai architettando qualche altro crimine?»

Nick si voltò colto alla sprovvista e sorrise muovendo la testa a destra e a sinistra con aria strafottente.

«Agente, mi stai seguendo forse? Non sei un po’ lontana dal tuo distretto? Che c’è, non ci sono più auto a cui fare multe, carotina?»

La ragazza rise e cominciò a camminare di lato per tagliargli vie di fuga, si muoveva con una lentezza esasperante e continuava a mantenere il contatto visivo, consapevole che quello stupido non la vedeva come una vera minaccia.

«Divertente, veramente. No, in effetti non sono qui in veste ufficiale; volevo solo finire la discussione dell’altro giorno.» con la mano destra aveva tolto la sicura al suo spray antiaggressione e si teneva pronta a muoversi.

«Suvvia, carotina, non te la sarai presa, spero.»

«Chi, io? Ma certo che no.» i suoi meravigliosi occhi viola erano magnetici e Nick continuava a fissarla. Per la prima volta, il ragazzo, si sentì a disagio; si guardò attorno e vide di non avere vie d’uscita e indietreggiò finché non sentì il freddo metallo della rete. Il freddo era pungente e il vento ululava tra i palazzi.

Con una piccola nuvola di condensa, Nick iniziò. «Mi dispiace se ti ho offesa.» la sua voce era leggermente tremante e la giovane agente di polizia sorrise.

«Ora ti dispiace? Sai, conosco i tipi come te. Te ne approfitti dei più deboli senza alcun tipo di rimorso; ne ho incontrati fin troppi, ma la sai una cosa?»

A quel punto Nick cercava con lo sguardo un modo per aggirare Judy e scappare via. «Cosa?» chiese per prendere tempo.

«Quelli come te, quando si ritrovano con le spalle al muro, magari a causa di una come me… ve la fate sotto, siete solo dei codardi.»

Nick provò a svicolare, ma l’agente di polizia si mosse fulminea e lo aggredì con lo spray prendendolo agli occhi; lo sfortunato iniziò a urlare e a dimenarsi in terra per il dolore.

«Deve fare male.» Lo canzonò Judy chinandosi un poco. Nick allungò le mani per cercare di afferrare la ragazza, ma lei si spostò e gli tirò un calcio al volto rompendogli il naso. Il sangue schizzò sulla neve, macchiandola di un rosso molto acceso che brillava grazie alla luce del lampione. Judy saltò di lato e prese il piccolo manganello che aveva nascosto sotto la divisa da ausiliario del traffico, camminò lentamente avvicinandosi alla sua vittima che stava indietreggiando rimanendo a terra. Gli occhi verdi di Nick erano pieni di orrore e la ragazza se ne nutrì.

«Hai paura di me adesso?»

«Sì.» disse il poveretto ritrovandosi nuovamente con le spalle alla rete.

«Non mi chiami più carotina ora?»

«Mi dispiace. Ti chiedo scusa.»

«Oh, se mi chiedi scusa ti perdono. Tutto apposto, puoi andare.» a stento riusciva a trattenere le risate.

«Davvero?» chiese Nick tenendosi il naso e stringendo gli occhi che continuavano a bruciargli.

La poliziotta rise di gusto e alzò il manganello. «No.» disse con una voce dolcissima prima di calare il braccio e picchiare selvaggiamente il povero Nick.

Ogni colpo era più violento del precedente e, molto presto, iniziò a schizzarle del sangue sulla faccia. I suoi occhi riflettevano la pazzia e un fuoco le esplose nel cuore facendola sentire appagata e in pace con il mondo. Quando, finalmente, la sua furia si fu placata, Judy guardò il corpo martoriato della sua vittima e sospirò soddisfatta; il sangue le aveva sporcato la divisa e la sua morbida pelliccia grigio chiaro era disseminata di gocce rosso porpora.

Lentamente immerse il dito in una di queste e rimase qualche secondo a guardare il liquido che le colorava il piccolo artiglio, poi, velocemente e inaspettatamente, si infilò il dito in bocca e assaporò il salato gusto della sua vendetta.

A quel punto doveva solo nascondere il cadavere, alla fine era solo un altro predatore scomparso, il suo caso si sarebbe aggiunto a quello degli altri e nessuno sarebbe risalito a lei.

Era intoccabile, nessuno avrebbe scoperto la realtà, nessuno l’aveva mai scoperta negli anni; nonostante le volpi che sparivano, lei era solo una dolce e soffice coniglietta.

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Autore: KungFuTzo

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