ESPERIMENTI LETTERARI Storie

Varsavia-Bruxelles

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Gianluca Giombi
Scritto da Gianluca Giombi

Varsavia-Bruxelles

 

È davvero complicato quando non si hanno spalle su cui poter riversare qualche lacrima. È dura dover essere quel tipo di appoggio per tutti. Aver vissuto sulla propria pelle gli orrori di un’Europa malata, spinta da ideologie antiumanitarie e vedere la stessa follia riproposta sotto altra forma. Ricordare ogni angolo ed ogni odore di quel campo che nulla aveva a che fare con quelli verdi e ricchi di fiori sui quali eri solita girovagare invece di andare a scuola.

D’inverno, coi tuoi pattini legati l’un l’altro, adoravi volteggiare su qualche lago ghiacciato. L’acqua era sotto di te, ma la paura di finirci immersa neanche ti sfiorava. Stavi per vivere momenti ben peggiori e dovevi assicurarti di poter affrontare le piccole insidie della natura.

Non comprendi ancora bene la rabbia e le motivazioni che avevano e che stanno portando a tanto. Sai solo che, come allora, puoi fare ben poco. Mentre ti abbraccio capisco che questa volta hai molta più paura. Stavolta è diverso. Non sei più sola, ma circondata da una famiglia che ti ama in maniera viscerale. Sei consapevole che la tua strada dovrà interrompersi, ma chi ti sta attorno ha ancora molti altri chilometri da percorrere. Vorresti tenerci per mano e condurci lungo questo cammino. Invece puoi solo inorridire di fronte alle immagini che si alternano nei notiziari e che, irrimediabilmente, bagnano il tuo viso.

Varsavia sembra così lontana.

Eppure quando chiudi gli occhi ti ci ritrovi completamente immersa. Non è come sognare o ricordare, è tutta un altro tipo di esperienza. Le voci della vecchia via in cui c’era la fabbrica di tuo padre ti ricoprono e ti infondono calma. I sapori delle vecchie pietanze risaltano al palato come il retrogusto forte dell’immancabile vodka. Erano anni in cui potevi definirti felice. Il mondo era comunque in preda a qualche tipo di conflitto, ma era sicuramente troppo distante da te. In qualche angolo sperduto.

Forse è proprio questo il problema. La maledizione del globo terrestre. Avere costantemente, in qualche suo angolo, uomini che si uccidono per le ragioni più disparate. Senza riuscire a capire che non esiste motivazione plausibile o sensata per privare qualcuno della sua esistenza e che il globo, proprio grazie alla sua forma, non può contenere angoli.

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Immagine di copertina: foto di Victor Torresan.

victortorresan@ied.edu

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