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One Punch Man, l’anti-shonen

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iltiponormale
Scritto da iltiponormale

In Italia è arrivato da poco, ma quel tanto che basta per avere successo, solo nove episodi sulla piattaforma VVVVID ed è già magia: parliamo ovviamente di One Punch Man, senza dubbio l’anime del momento; per capire da dove viene il successo di questa opera d’animazione tanto geniale quanto innovativa bisogna, però, fare un passo indietro.

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Se sei giapponese e fai il disegnatore, hai una tradizione sulle spalle che non puoi ignorare, specialmente se parliamo di eroi: Boku No Hero Academia, Shingeki No Kyojin (recensito qui) sono solo i più recenti, ma se guardassimo indietro vedremmo anche Naruto, One Piece e lo storico Dragonball, senza dimenticare I Cavalieri Dello Zodiaco, Yu Yu Hakusho, Devil Man, Ken Shiro e tanti, tanti ancora, tutti importanti e molto diffusi. Tutti shonen, tutti nati dalla fantasia di disegnatori diversi, ma tutti, in qualche modo molto simili e influenzati tra di loro. Non la pensava così evidentemente l’autore One, quando nel 2009 iniziò a pubblicare sul suo blog le prime web-stripes di One Punch Man, raggiungendo lo strabiliante risultato di 7,9 milioni di visitatori in pochissimo tempo; dal web al cartaceo il passo è breve quando si ha un successo di questa portata, ed ecco il manga pubblicato per Young Jump, disegnato da Yusuke Murata, seguito a ruota dall’anime, di cui stiamo parlando proprio ora.

Inutile che io vi racconti ciò che le immagini possono dire meglio di mille parole, gli shonen in fondo (in particolar modo quelli action), hanno tutti la stessa base: un protagonista straordinario che lotta per il suo sogno, per la pace, per diventare il più forte; combatte contro mille intemperie e poi…? Poi ce la fa, ma non prima di aver sofferto le pene dell’inferno, perso compagni in battaglia e affrontato i peggiori mostri in circolazione.

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La vecchia guardia che si sacrifica per una nuova generazione, lo Shonen più venduto di sempre non ha bisogno di presentazioni.

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Che lui fosse il più piagnucolone ce ne eravamo accorti subito, ma il tempo è stato galantuomo e gli ha restituito un “discreto” successo.

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Qui non dico nulla, lascio spazio al vostro odio per i feelz suscitati.

One, invece, sembra non essere d’accordo e così tira fuori dal cilindro l’idea geniale: One Punch Man, che se volessimo tradurlo e dargli un senso logico potremmo scriverlo come: “L’uomo da un solo pugno”. Ed è proprio così, il protagonista di Yusuke non ha bisogno di altro per far fuori i suoi nemici, gli basta un pugno per distruggere intere palazzine senza alcuna difficoltà e per spazzare via i villain in questione gli basta lo sguardo; lui voleva essere un eroe e ce l’ha fatta, non è bello di sicuro e altrettanto sicuramente non ha un destino da compiere: Seitama è solo un ex impiegato che si era stancato di cercare lavoro ed ha deciso di diventare un eroe. Dopo tre anni di allenamento non si può dire che non ci sia riuscito, seppur a discapito della capigliatura, a dimostrare che non sempre + capelli = + forza… vero Goku?

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… e poi c’è Seitama :

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A dirla tutta fare l’eroe è per lui troppo facile, visto che ora passa le sue giornate sul divano a guardare la tv e a fare la spesa in tuta perché non trova nessuno alla sua altezza e quando qualcuno c’è, batterlo è fin troppo facile. Così non c’è più divertimento, o no?

In One Punch Man il percorso travagliato dell’eroe è già avvenuto, i suoi sacrifici già compiuti, così come le sue scelte e ciò che l’hanno portato a diventare quel che è. Il cammino ci viene mostrato, paradossalmente, a partire dalla fine. Un eroe completo, forte, senza che nessuno sia in grado di competere davvero con lui e un autore che prova a rispondere a questa domanda: “E adesso…?
Diventa facile capire come mai questo anime abbia cambiato il modo di vedere gli shonen: un umorismo dissacrante e nonsense alternato ad una background story ancora tutta da scoprire spinge a seguire con attenzione ogni puntata, per non perdersi una risata o un dettaglio delle avventure del nostro “eroe per hobby”, che non farà altro che incarnare sempre più fedelmente “l’anti shonen” evitando i lunghi sermoni su quanto sia importante seguire i propri sogni (fenomentale la scena in cui rimprovera l’allievo chiacchierone: “DÌ TUTTO IN 10 PAROLE!”) su  “ciò che si ha dentro al cuore”, combattendo invece per arrivare in tempo nei negozi per i saldi o per fare la spesa.

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Il manga, così come l’anime, è in grado di intervallare scene d’azione splendidamente rappresentate, cariche di dinamismo, velocità, violenza ed energia per poi colpire con ironia usando fisionomie, volti ed espressioni che sono una pura parodia sia di altri manga che dello stesso One Punch Man, un’auto-parodia, appunto, che si fa forte anche di varie citazioni al mondo popolare nipponico strappando più di un sorriso ai suoi lettori.

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Seitama in questa avventura non è sicuramente solo, ma in un climax di nemici sempre più forti, sempre più potenti e sempre più cattivi dovrà lottare per farsi riconoscere come eroe e prendersi il merito delle sue imprese, visto che, spesso e volentieri, questi andranno a Genos, un ragazzo prodigio mezzo-cyborg autoproclamatosi suo allievo (ma a cui il maestro non ha quasi nulla da insegnare, a quanto pare…) che altrettanto spesso comparirà nelle vesti di suo “cameriere”, o agli altri eroi della “Associazione Eroi” a cui tutti quest’ultimi fanno capo.

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È sicuramente un genio raro quello del mangaka (ai disegni)Yusuke e di One (autore), e le animazioni realizzate egregiamente dell’anime rendono onore alla sua opera, che vi invito a guardare se non volete perdervi un importante pezzo dell’animazione attuale nipponica.

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Errata Corrige: Precedentemente era stato riportato (erroneamente) il fatto che l’autore del manga fosse Murata Yusuke ma, a seguito della segnalazione di un nostro lettore, l’articolo è stato corretto: Murata è autore soltanto dei disegni del manga, l’autore della trama e delle prime webstripes è One, che ha dato inizio al tutto sul suo blog.

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Ok, se non sono riuscito a convincerti con l'ipnosi prova a leggere qualche mio articolo, forse così funzionerà!

Studente a tempo perso, odio le descrizioni e tutto ciò che c'è da sapere di me lo metto a nudo in ciò che scrivo. Se volete saperne di più non vi resta che leggermi. O contattarmi.

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