ESPERIMENTI LETTERARI Fermoposta

Fermoposta – III – Lettera di un amore non più corrisposto

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The Weeping Willow

Mittenti, destinatari e più facce della stessa storia. Questo è Fermoposta.

Parte 1 – Lettera di un amore non più corrisposto

 

Cara G.,
“Nessun uomo è un’isola”, eppure troppo spesso ci sentiamo lontani da ciò che ci circonda. Troppo spesso ci lamentiamo dell’inopportunità delle persone che non sono affini a noi. A volte, forse, non ci rendiamo conto di quanto sia isolata e desolata la nostra posizione. Quando ho l’opportunità di scambiare quattro chiacchere con qualcuno, immagino sempre che questo qualcuno sia come un gabbiano: sgambetta un po’ sul mio terreno e poi vola via per continuare il suo viaggio. Ho iniziato a frequentare qualcuno: questi son come visitatori di passaggio, turisti con occhiali da sole, bandana e macchina fotografica che pensano già alla prossima meta da raggiungere in crociera. Infine, ci sei tu, G., la naufraga che rifiuta il salvataggio e che sfrutta ogni risorsa possibile per rendermi un luogo più confortevole.

“Nessun uomo è un’isola”; ricordo con estremo piacere i lunghi periodi in cui avevamo l’opportunità di leggere assieme delle poesie, dei romanzi. Ricordi quando ci intrufolammo in quella vecchia casa abbandonata? Rischiammo la vita in quella struttura decadente. Credi che riusciremo a ritrovarci? La nostalgia del tempo che scorre non fa che gravare sul pensiero di un altro domani senza di te.

Dopo il tuo ricovero, ho pensato costantemente alla nostra conoscenza e, finalmente, ho la risposta alla tua domanda: sì, non vedo l’ora.

Non dimenticare di bruciare ogni lettera che ti spedisco.

A presto, mia dolce G.

L. Z.

Parte 2 – Lettera di risposta dell’amore ferito

Cara L.,

Son passate poche settimane da quando fui spedita qui, ma posso assicurarti che vivo delle sensazioni già ben diverse. La novità mi logora e mi rinvigorisce nello stesso tempo. Tutti gli uomini sono delle isole: accanto alla mia è sorta una montagna imponente che ci separa.

In questo villaggio, apparentemente sconosciuto, posso notare quanto la sua irrealtà sia vicina alla mia, l’essere dei suoi abitanti rispecchia il mio e non ti nascondo che questa particolare caratteristica mi condiziona al punto da farmi perdere la voglia di uscire dalla mia camera. A mensa le signorine passeggiano fra i vari siti e analizzano diligentemente i cibi e la morbidezza dei tovaglioli. Io le osservo: mi piace ascoltare le loro difficoltà nel distinguere una pera da una mela. È buffo: qualcosa di molto semplice da capire potrebbe sembrarci un dilemma irrisolvibile. L., siamo solo noi a non poterlo comprendere.

Un mattino, ero seduta accanto alla fontana e scrivevo una lettera che, alla fine, non sono riuscita a spedirti. All’improvviso, una bambina mi si parò dinanzi, sorrideva. Il suo sorriso era innocente ed eloquente, ma non ho avuto neppure il tempo di batter ciglio che lei era già svanita. Non so se questo incontro si è verificato davvero o se la mente continua a tormentare la mia tranquillità. Dicono di non percepire alcun miglioramento, io, però, mi sento sempre più libera e serena. Questo è uno dei motivi per cui non credo di potervi mai perdonare: solo io posso capire quanto siano inutili i medicinali che volete rifilarmi e, chissà, magari un giorno tornerò, ma non riterrò più valida la mia proposta.

Brucerò tutte le lettere, sappi, però, che non lo farò per nasconderne il contenuto. In fondo ormai di me lo sanno tutti.

Addio, L.

G. B.

 

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The Weeping Willow

The Weeping Willow

Studentessa, amo fare tante cose che a volte odio nella stessa misura: faccio delle arti la fuga da tristezza e noia, ma non posso scappare dall’incertezza e dall’insoddisfazione. Preferisco non espormi, dal momento che, in qualsiasi modo qualcosa si dica o si faccia, verrà recepita in maniera differente ed in base alla visione del tutto che l’esterno vuole avere. In questo blog mi esporrò, almeno in parte, per la prima volta.
Proviamoci.

Prediligo la filosofia secondo cui più conosci te stesso, più conosci il resto e viceversa. La natura umana, in fondo, può essere un libro aperto. Eppure, tutto ruota intorno all'illusione.

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