SOCIAL & ATTUALITÀ

Lucarelli Vs Cristoforetti e l’inutile rabbia della rete

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Rorschach
Scritto da Rorschach

Lasciate che vi spieghi Internet. Non tutto, giusto un po’, una sua minima frazione.

Per farlo mi rifarò a quello che è recentemente successo con il caso Selvaggia Lucarelli – Samantha Cristoforetti.

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Una doverosa premessa va fatta sulla Lucarelli: è un’opinionista nata sul web ed è nota come la regina dei social network. Questi due concetti vi sono entrati bene in testa? Okay. Possiamo andare avanti.
Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che lei guadagna, in modo indiretto, ovviamente, in base alla popolarità che acquisisce sul web.

“Banale” mi direte voi. “Lo sapevamo benissimo” continuerete.b8

Beh, evidentemente no. Perché quando vi vedo abboccare in massa ad uno dei bait più stupidi ed evidenti della becera storia di Facebook Italia io rimango stupito. Ancora una volta sopravvaluto l’utente medio.

Che cos’è un bait? È un amo, un’esca. Un post il cui unico obiettivo è creare click compulsivi (tipo gli articoli vergognosi del FattoQuotidiano online) e flame di commenti. A che pro? Ma come, non l’avete ancora capito? Parliamo di popolarità informatica: più questa aumenta, più gente che lavora su internet fa meglio il suo lavoro.
È il segreto di Andrea Diprè, di Selvaggia Lucarelli, delle decine di Youtubers e così via.

Credete davvero che sia un caso che decidano di parlare sempre in un certo modo di qualcosa?

il fatto becero

Il becero quotidiano

Quello che dicono non è importante, così come non è importante che sia il loro vero pensiero oppure una finzione.
Quello che importa è che risultino delle persone internettianamente carismatiche. Che intendo dire? Chi è una persona carismatica? Una che è in grado di suscitare in noi sensazioni forti, il più delle volte all’opposto: devozione e indignazione. Avete mai visto una persona carismatica della quale si dice: “Ah sì, è un tipo a posto”?low quality bait
Mai.
Odio e Amore: sono gli unici sentimenti che nascono quando si parla di carisma.
Solo in questo modo noi, carne da macello e becero strumento numerico, scatenati dal nostro odio e dal nostro amore, ci potremo prodigare in condivisioni, commenti e likes. Tutto ciò aumenta il traffico, tutto ciò aumenta la popolarità, tutto ciò è unicamente a vantaggio di chi fa il post. Poco importa se si parla di gattini o di astronauti.

E tutto questo è maledettamente evidente.

Così evidente che quando ho visto Nebo (del quale si può dire tutto, tranne che sia un idiota) abboccare, ancora una volta, all’ennesimo clickbait della Lucarelli mi son un po’ cascati i coglioni.

Nebo, davvero

Mettiamo, quindi, una volta per tutte in chiaro l’ovvio, visto che anche i più insospettabili sembrano averne bisogno.

Facebook ha permesso a chiunque di poter dire qualcosa nonostante quasi nessuno abbia davvero qualcosa da dire. Se credete che questo concetto rivoluzionario sia stato espresso da Umberto Eco con un’illuminante discorso di qualche giorno fa, probabilmente non conoscete Filippo Giardina. Ben svegliato Umbertino Ecuccino, hai detto l’ovvio con solo circa una decina d’anni di ritardo.

Voi che leggete, così come il sottoscritto, siete pubblico. Mettetevi l’anima in pace: il vostro (e il mio) parere non conta nulla.
Noi. Siamo. Pubblico.
Noi, spettatori più o meno consapevoli a cui è stata data la parvenza della libertà di espressione (e questo ci autorizza automaticamente a pensare che il nostro parere valga davvero qualcosa) non siamo nient’altro che un mezzo. Un mezzo per ottenere numeri. Numeri che, aumentando, fanno lavorare determinate categorie di persone.

Dobbiamo ovviamente specificare che commenti e likes non danno direttamente un compenso monetario, ma, d’altra parte, sono diventati il mezzo per valutare la popolarità di una persona, indipendentemente dal tipo di contenuto. Poco importa se il 90% dei commenti sono offese, l’importante è riuscire spostare grandi numeri, utenza, e quindi l’attenzione di tante persone su futuri programmi televisivi e/o sponsor.

Per farla breve: se detestate Andrea Diprè e commentate con insulti i suoi video gli state facendo un favore.
Voi scrivete: “Bastardo approfittatore!! Ti odio!!”
E lui nel frattempo si asciuga le lacrime con banconote da 200 euro che commenti come il vostro gli hanno permesso di ottenere.

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Il vostro parere conta meno di zero, non è mai contato nulla e mai conterà qualcosa. Quello che conta è, invece, quel commento in quanto commento. Non è solamente un “+1” nella barra delle visualizzazioni, ma è anche un buon pretesto che offrite ad altra gente per rispondervi. Ciò crea un’evidente catena che permette all’articolo di arrivare a “+100” visualizzazioni nel giro di qualche minuto solo grazie a 3 o 4 persone che litigano su quanto sia giusto o meno far bere a una ritardata un bicchiere di sperma.

Che fare, dunque?

Come comportarsi per evitare di essere dei ridicoli strumenti per il compiacimento di giornalistuncoli da quattro soldi e personaggi grotteschi? Semplice: dobbiamo accettare quello che siamo.

Siamo pubblico.

Il pubblico osserva, in silenzio. Annuisce e basta. Scuote la testa e se ne va. Accettare questo significa accettare il nostro unico potere: noi diamo, noi togliamo.

Non è un caso che la Cristoforetti non abbia risposto a queste becere provocazioni. Ha capito il meccanismo e non vuole farne parte.

Smettetela di commentare qualunque cosa: il vostro parere non è importante e, se lo fosse, perché darlo gratis?
Il vostro disprezzo non conta nulla e il vostro apprezzamento vale ancora meno visto che genera meno traffico.

autoerotismo

Autoerotismo

Insultare la Lucarelli ha lo stesso peso del piegarvi a novanta gradi sulla tastiera lamentandovi dell’omofobia: potrete esprimere tutto il disappunto che volete, ma il culo che si apre rimane il vostro.
Stiamo parlando di una persona il cui unico mezzo per vivere è spingere le persone a parlare di lei. Offenderla è un pretesto per scrivere uno stato facebook, esporre qualche denuncia e scrivere un altro inutile articolo: la state invitando a nozze. Ci sguazza in tutto questo.

Siete voi a dare un peso alle cose, non il contrario.
Volete davvero far fuori gente come la Lucarelli? Bene: ignoratela.

La Lucarelli ha scritto un post contro la Cristoforetti!
Lucarelli chi? Carlo?

Ma tanto a voi che ve frega? Tra qualche ora pubblicherete qualche foto della serata di ieri sera, qualche stato sul calcio, o peggio, sull’attualità. Diventerete opinionisti per qualche minuto e vi compiacerete di quella popolarità apparente che la vostra vita ha improvvisamente acquisito. Avrete quel brivido che, per un istante, vi avrà fatto passare da pubblico a protagonista.

Quindi chiudete pure quest’articolo e tornate a lamentarvi su quanto non siate d’accordo su qualcosa facendo finta che quello che scrivete possa cambiare davvero lo stato delle cose.

Un po’ come sto facendo io adesso.

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Rorschach

Rorschach

Studente di ingegneria, lettore di fumetti, bassista occasionale, amministratore e scrittore sconclusionato.
Non credo nelle descrizioni da blogger e quello che leggo su internet, non dovreste farlo neanche voi. Forse. Chissà. Meh. Fanculo.

1 Comment

  • ai tempi del pensatoio la Lucarelli mi sembrava più genuina e meno scontata, ora è il solito personaggio che ha bisogno di restare sulla cresta dell’onda a suon di contenuti virali, provocazioni ecc tutto studiato a tavolino per tenere la propria immagine sulla cresta dell’onda

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