GEOPOLITICA

Energia primaria, questa sconosciuta

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Ivàn Karamazov
Scritto da Ivàn Karamazov

Oggi parleremo di energia, in un modo non prettamente legato alla geopolitica, ma che comunque può offrire importanti spunti e definizioni che possono tornare utili.

L’energia primaria, copiando spudoratamente da wikipedia, proviene da fonti presenti in natura e quindi non deriva dalla trasformazione di altre fonti di energia. Sono fonti di energia primaria carbone, gas, petrolio, energia solare, eolica, nucleare, mentre chiaramente non appartiene a tal definizione l’energia elettrica o l’energia meccanica esercitata dalle ruote di un treno o automobile in movimento. Andando un pochino più nel dettaglio, per non catalogare qualsiasi forma di energia potenziale come primaria, una fonte deve rispettare i seguenti requisiti: concentrabilità, indirizzabilità, frazionabilità, continuità e regolabilità.

Questa definizione, di una semplicità disarmante, purtroppo non è nota a tutti. I recentissimi dati sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che hanno effettivamente invalidato qualsiasi precedente previsione (o quasi, http://motherboard.vice.com/it/read/il-mercato-delle-rinnovabili-e-una-bomba), hanno fatto gridare al miracolo. Hanno acceso la speranza che presto, a meno degli “interessi delle lobby” si potrà fare a meno delle fonti di energia convenzionali. Consumeremo solo energia elettrica pulita e guideremo macchine elettriche. Effettivamente i dati sono veramente interessanti (hanno colpito anche lo scetticismo di chi sta scrivendo), e il ritmo di crescita esponenziale della potenza installata da eolico e fotovoltaico (si noti l’importanza delle parole ‘potenza installata’), a costi sempre minori, ci pone davanti a una realtà che presto diventerà abitudine. Tuttavia, tali adulatori non conoscono la definizione di energia primaria. Vediamo perché.

I dati ci vengono d’aiuto, non mi dilungherò a snocciolare valori precisi, ma gli ordini di grandezza sono inequivocabili. L’energia primaria consumata al mondo è ancora per una quota intorno all’80% proveniente da fonti di energia fossile.

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L’immagine è chiara, la fettina di energia occupata da rinnovabili è ridicola, irrisoria se si toglie nucleare e idroelettrico. Questa percentuale tenderà a scendere nei prossimi decenni fino a un 70% circa. Probabilmente potrà calare ancora di più, ma è altrettanto più improbabile che sarà difficile scendere sotto il 50%. In totale la domanda di energia primaria continuerà comunque ad aumentare, per ragioni facilmente intuibili. La maggior parte dell’energia che consumiamo proviene dunque da fonti di energia fossile, con il quale si derivano carburanti, si riscaldano case, si alimentano processi industriali.

Alla fin fine, basta che vi guardiate intorno. Indossate scarpe con le suole in gomma sintetica, andate in erasmus con potenti velivoli a reazione alimentati a kerosene, utilizzate smartphone i cui componenti metallici sono estratti con mezzi meccanici a motore endotermico. Anche se tutta l’energia elettrica fosse prodotta da rinnovabili, occorre ricordarsi dell’esistenza delle fonti di energia primaria, con le quali si produce praticamente tutto. La mattina ci vestiamo di petrolio, ‘mangiamo’ petrolio e gas a colazione, con posate in metalli che esistono in forme così raffinate solo grazie al carbone. L’infinità di eventi che accadono per il resto della giornata grazie al petrolio e amici li lascio immaginare a voi.

È disarmante constatare l’odio viscerale contro le fonti di energia tradizionale, dato che tutto il benessere di cui godiamo lo dobbiamo solamente a loro. L’uomo ha solo dovuto metterci l’ingegno per poterle utilizzare a proprio vantaggio. La consapevolezza che effettivamente possiamo ridurre la dipendenza da queste fonti ci ha allontanati dalla realtà, ci ha abituati a pretendere un futuro facile, vicino, che sarebbe già quotidianità se non ci fossero gli interessi dei potenti. Un’analisi meno emotiva deve invece suggerirci che fare a meno del fossile non è affatto facile, immediato, e soprattutto… sotto sotto, inconsciamente, non è neppure desiderato.

Concludendo, vogliamo dunque asserire che possiamo ignorare tutti i vocioni di questo inizio secolo, continuando a pompare petrolio ed erodere le riserve di carbone e gas, che domineranno per sempre il consumo di energia primaria? Assolutamente no, le riserve sono chiaramente esauribili e prima o poi, siano 20 o 40 anni, si presenterà il problema dell’esaurimento delle riserve. È assolutamente molto importante rendersi conto di quanto siano importanti per la nostra vita, e che sinceramente non vale più la pena di utilizzarle per alcuni processi che tutto sommato sono vecchi e a scarso rendimento. Se vogliamo cambiare occorre essere consci degli ordini di grandezza in gioco, e di come le nostre vite siano indissolubilmente legate alla composizione della torta chiamata energia primaria, senza sperare in magie o alla discesa di uno spirito divino che punisca i responsabili dei complotti contro la fioritura di un futuro privo di fonti di energia fossile.

 

Fonti:
http://www.bp.com/content/dam/bp/pdf/Energy-economics/statistical-review-2014/BP-statistical-review-of-world-energy-2014-full-report.pdf

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