Anime & Serie TV RECENSIONI

L’Attacco dei Giganti – Shingeki no Kyojin

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iltiponormale
Scritto da iltiponormale

Il fatto è questo: a Novembre è finito Naruto.

“E che diavolo c’entra con “l’Attacco dei Giganti” ?”

“E IO COSA FACCIO IL GIOVEDI’ DURANTE ECONOMIA AZIENDALE?”

Appunto: finito di leggere Naruto ho iniziato a cercare un degno sostituto e, dopo circa un mesetto di astinenza in cui ho provato davvero di tutto, un amico mi ha consigliato un anime: L’Attacco dei giganti.

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TAAAAAC! Ne parliamo un po’, mi incuriosisce, preparo tablet, coperta di pile, pizza e lancio il primo episodio.

Poi il secondo.

Al terzo già inizio a dirmi: “Smetto quando voglio”

Al quarto sembro vostra nonna mentre guarda “Il Segreto” su Canale 5.

Al decimo inizio a pensare di passare capodanno a casa a guardare i restanti 15.

Sappiamo tutti com’è andata a finire.

E ora, incompetente come sono, mi sento in dovere di buttare giù due parole a riguardo di  questo capolavoro dell’animazione.

L’Attacco dei giganti è un anime basato sull’omonimo manga, del mangaka Hajime Isayama che, pubblicato in patria dal 2009 e in Italia dal 2012 (editore Planet Manga e distribuito Panini Comics) ha ottenuto un successo immediato guadagnandosi buoni riconoscimenti (è stato tra i 13 manga a ricevere una nomination per il premio Manga Taisho nel 2010, vincitore del Kodansha Manga Award del 2011 nella categoria “miglior manga per ragazzi” e altri) ed è, manco a dirsi, uno Shonen. Non il solito Shonen.

Ma facciamo le cose con calma:

La storia tratta di tre ragazzi: Eren, Mikasa e Armin, i quali abitano un mondo in cui l’umanità è costretta a vivere all’interno di MURA. Si, avete letto bene: MURA.IMG2 GIGANTESCHE MURA GRIGIE CHE LI TENGONO RINCHIUSI.

Ok, tecnicamente gli uomini se volessero potrebbero pur uscire, ma non possono perché all’esterno… CI SONO I GIGANTI. Nel senso che sono proprio giganti alti dai 3 ai 60 metri che, manco a dirlo, mangiano gli uomini.

Se fosse per me la recensione potrebbe finir qua e anche il poco che ho scritto basterebbe a rendere l’anime abbastanza epico, ma trattenete i vostri polpastrelli dal cercare “l’attacco dei giganti streaming sub ita” su Google e continuate a leggere perché le cose non finiscono qui.

Infatti ciò che rende questo anime così epico non sono né le mura né i giganti bensì il fatto che gli uomini siano così fragili, così dannatamente deboli da non riuscire a fare altro che soccombere di fronte al potere dei giganti da 100 anni.

100 anni di sconfitte.

Sì, okay, hanno inventato dei simpatici aggeggi che li fanno saltare di qua e di là e ogni tanto riescono ad uccidere qualche avversario, ma i nemici sono più forti, più grossi e molto più cattivi.
A rincarare la dose ci pensano i personaggi, alcuni dei quali devono assolutamente essere menzionati singolarmente:

Eren Jaeger:IMG3 è il protagonista della serie, vive in un villaggio accavallato alle mura più esterne (e quindi meno sicure) e sogna sin da ragazzino di arruolarsi, ma NON HA NIENTE DI SPECIALE. Ed è proprio questo a renderlo speciale. Eren Jaeger è un ragazzo tenace, con un’incredibile forza di volontà, ma non è il migliore: non è fortissimo, non è emarginato da tutti né altre cose del genere. È un coglionequalsiasi e persino nel momento in cui il suo reale potere viene mostrato… NON È IL MIGLIORE NEMMENO IN QUELLO. Non a caso si classificherà al quinto posto nella graduatoria di fine addestramento del suo reggimento. Eren è scarso, ha spesso paura, ha bisogno costantemente di aiuto ed è difficile che se la cavi da solo.

Poi c’è Mikasa.

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IMG5Mikasa Ackerman: sorella adottiva di Eren dal passato oscuro e dal comportamento inquietante è l’antitesi della protagonista femminile dei manga, è la migliore in tutto e la più figa senza ombra di dubbio. Si dimostrerà cazzutissima, la più abile nel combattimento e nell’abbattimento dei giganti. Non sappiamo quali siano i suoi veri sentimenti verso Eren, ma sappiamo benissimo quali sono i nostri verso di lei (o almeno quelli di chi scrive). Passerà buona parte del suo tempo a proteggere quello sfigato di cui vi ho parlato sopra uccidendo tutto ciò che si muove intorno a lui.

Armin Arlert: Biondino con gli occhi azzurri, gracilino e piagnucolone. Sta sempre in fondo al gruppo per quanto riguardaIMG6 capacità fisiche, ma è una cima in quanto a strategia. Il suo ruolo nel corso della serie perde di rilevanza purtroppo in alcuni momenti, per poi venire esaltato in altri rendendolo, così, una specie di oggetto misterioso a cavallo tra il co-protagonista e l’aiutante; Armin, tuttavia, svolge un ruolo fondamentale in alcuni punti della storia e viene ovvio pensare che sia lui la “mente” vera e propria del gruppo.

Ricapitolando: Mikasa è quella forte, Armin è quello intelligente ed Eren… Bhe, per saperlo dovrete guardare la serie.

Una menzione speciale va a sua figaggine… *RULLO DI TAMBURI*

IMG7Il Caporale Levi Ackerman: vi basti sapere che il personaggio è così amato in patria che gli autori hanno dovuto dedicargli un apposito spin-off. Nella serie si dice che lui da solo valga come 100 soldati e prenderà a calci il nostro piagnulocoso protagonista Eren in più occasioni.

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L’umanità non è però rimasta impassibile di fronte a questa minaccia e si è organizzata creando dei corpi militari con l’obiettivo di difendere ciò che resta della specie.

  1. Il corpo di guarnigione, il cui compito è di proteggere la città e rinforzare la cinta muraria;
  2. Il corpo di ricerca che, sempre pronto al sacrificio, sfida i giganti nel loro stesso territorio al di fuori delle mura;
  3. Il corpo di gendarmeria che, sotto il diretto comando del re, protegge il popolo e tutela l’ordine.

E i nostri tre simpatici amici cosa decidono di fare?
ARRUOLARSI nel corpo di esplorazione dell’esercito, corrispondente a quello sparuto numero di soldati così folli da uscire ogni tanto all’esterno per “esplorare” ciò che resta ormai del mondo (sia chiaro che in questo contesto “esplorare” è da intendersi come sinonimo di “farsi ammazzare fuori dalle mura”).

Durante la prima serie seguiremo, quindi, le avventure di questi tre simpatici ragazzi in un mondo terribilmente lontano da quello a cui gli shonen ci hanno abituato: l’umanità disegnata dall’autore è un’umanità becera, vigliacca e preferisce rinchiudersi all’interno delle sicure mura di casa piuttosto che affrontare il mondo esterno e che decide di affidarsi a religioni e superstizioni (come Il credo delle Mura) piuttosto che cercare la conoscenza; I più coraggiosi vengono, anziché ammirati, etichettati come “folli” e sono guardati con disprezzo da coloro che si rifugiano all’interno delle mura più sicure abitate da nobili e ricchi privilegiati.

Insomma, tutto questo rappresenta l’umanità come la conosciamo, con le sue debolezze e i suoi lati oscuri, con i ricchi che vivono sulle spalle dei poveri, i mercanti che sfruttano la fame e la povertà e gli emarginati che devono sopravvivere fra sangue, epidemie e morte. Ah già, la morte. Essa rappresenta una vera e propria costante, un protagonista a tutti gli effetti da non sottovalutare in quanto elemento generalmente difficile da inserire in modo così forte in un fumetto. Non quindi il fantastico mondo in cui partire all’avventura su una nave pirata (ogni riferimento a fatti, cose o manga realmente esistenti è puramente casuale…)

Sono proprio questi gli elementi che rendono L’attacco dei giganti un’incredibile innovazione agli occhi di un superficiale lettore come me.

Che altro aggiungere dunque?
Stiamo parlando di una delle migliori serie del momento, in grado di trasmettere angoscia, paura e tensione in più di un’occasione. Il ritmo è alto durante tutti gli episodi e il senso di disagio e preoccupazione non ci abbandona mai per intere puntate che vengon divorate come noccioline.

Per sapere di più non vi resta che guardare la serie, sperando che piaccia a voi quanto è piaciuta a me.

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Ok, se non sono riuscito a convincerti con l'ipnosi prova a leggere qualche mio articolo, forse così funzionerà!

Studente a tempo perso, odio le descrizioni e tutto ciò che c'è da sapere di me lo metto a nudo in ciò che scrivo. Se volete saperne di più non vi resta che leggermi. O contattarmi.